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Goleada Napoli nella serata del surreale

Gli azzurri si impongono con ampio margine in un match segnato già all’intervallo, in un clima da psicodramma.20140326_65888_cn1
Tre punti che sanno di ossigeno, quelli guadagnati dai partenopei nella trasferta del Massimino; i fantasmi delle ultime disastrose uscite, sia in Europa che contro la Fiorentina, vengono in parte allontanati con una prova di carattere, quantomeno nel primo tempo, contro un avversario partito rassegnato e paradossalmente rinvigoritosi nel corso della ripresa.
Avvisaglie di turnover per Benitez, che lascia a riposo Higuaìn e Albiòl per schierare Zapata ed Henrique, addirittura come terzino destro al fianco di Britos e Fernandez, senza mai sfigurare; centrocampo inedito con Dzemaili e Jorginho, alle spalle del trio di mezze punte capitanato (come tutta la squadra) da Hamsik, che una volta di più dimostra di essere l’ombra del giocatore che ha incantato i napoletani negli ultimi anni. Maran si affida invece ai soliti noti Lodi e Barrientos, a supporto di Keko che invece sostituisce lo squalificato Bergessio.
Si respira un’atmosfera tesa in casa siciliana, il pubblico è in aperta protesta contro gli scarsi risultati dei propriCalcio Catania v SSC Napoli - Serie A beniamini e i fischi piovono copiosi già nei primi minuti, specie per il portiere Andujar, promesso sposo proprio del Napoli a fine anno, e la contestazione si inasprisce al termine del primo tempo, quando gli etnei si ritrovano sotto addirittura di quattro reti: dopo un primo quarto d’ora di studio, con un solo sussulto firmato da Insigne, ricacciato indietro dall’estremo difensore rossoblu, è Zapata ad aprire le danze ribadendo in rete da pochi passi un cross rasoterra di Callejòn; proprio il torero approfitta di uno svarione della retroguardia catanese per insaccare comodamente il raddoppio, siglando il proprio undicesimo gol stagionale e tramortendo seriamente i padroni di casa. Il Catania è infatti spento, confusionario, e le poche sortite in zona d’attacco si concludono in vani nulla di fatto. Zapata archivia la pratica con il quarto gol a cinque minuti dall’intervallo, sfruttando alla perfezione il filtrante di Callejòn, che aveva in precedenza raccolto proprio dal sudamericano in seguito ad un fortunoso rimpallo; un quarto d’ora prima, l’eurogol di Henrique, che di mezzo esterno destro inchioda il pallone sotto il ferro lontano, da posizione defilatissima.
La ripresa si rivela una prova più che altro psicologica per il team di Benitez, che oltre alla surreale sensazione di ricominciare in uno stadio semideserto, affronta un fisiologico calo di tensione e subisce il gol al 54’ il gol di Monzon, dopo un’azione confusionaria ai quindici metri. Il tecnico spagnolo deve correre ai ripari inserendo Albiol e Radosevic, cercando di attribuire una dimensione più solida alla propria formazione; sarà poi il turno di Higuain, per avere più lucidità anche davanti per gli ultimi dieci minuti, dopo che il Catania era riapparso sul tabellino dei marcatori con il bel colpo di testa di Gyomber.
Nel complesso, prestazione da prendere con le pinze, contro una compagine menomata specialmente sul piano mentale dalla visibile mancanza di sostegno. Positiva la prova di Henrique, che al di là della straordinaria realizzazione si è rivelato duttile ed ordinato, giustificando le voci su un suo possibile approdo in nazionale; bene anche Zapata, che risponde presente nel momento in cui viene interpellato e non perde l’occasione di far bene appena schierato titolare, una volta senza pressione.
Soddisfatto Benitez nel dopopartita: “Siamo scesi in campo con la giusta aggressività e non era semplice dopo le ultime durissime settimane. Nel secondo tempo siamo stati bravi a non distrarci, non era facile come poteva sembrare”.
Con lo stop casalingo della Fiorentina, gli azzurri allungano in doppia cifra il proprio vantaggio sui viola, consolidando il terzo posto e continuando a sperare in una improbabile corsa alla qualificazione diretta in Champions (-6 dalla Roma, che ha anche una partita in meno)

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One Comment

  1. fabio

    28 marzo 2014 at 20:06

    bell’articolo