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La maledizione Chievo colpisce ancora. Napoli, è crisi?

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Higuain sbaglia un rigore nel primo tempo, Maxi Lopez gela il San paolo nella ripresa. Responsabilità di tutti, ma nessuno sembra voler trovare una soluzione.

Incontro stregato quello contro i gialloblu, e si sarebbe dovuto capire già dopo mezz’ora; Napoli arrembante, Higuaìn riceve al limite e nasconde il pallone a Cesar, che lo atterra ben dentro il gesso dei sedici metri. Dal dischetto lo stesso Pipita, che opta per una conclusione a mezz’aria alla propria sinistra, trovando il volo di un ispiratissimo Bardi; il portiere della nazionale U21 è stato il protagonista assoluto di questo pomeriggio di delusione, sempre presente e decisivo su diverse conclusioni degli azzurri.

Azzurri che sembrano confusi, forse più dei tifosi stessi. Dimostrano svogliatezza, poca cattiveria, e una disorganizzazione tattica preoccupante; nel secondo tempo sono saltati gli schemi praticamente da subito, gli ultimi dieci minuti sono stati un carosello di errori e misunderstanding. Non basta un Hamsik finalmente concreto e propositivo, in un ruolo non propriamente suo, da regista basso, per poter iniziare a pensare ad una svolta che si prospetta necessaria dopo questo inizio di stagione. Maggio atleticamente spaventoso, avrà corso la fascia una cinquantina di volta, ma sul più bello sempre distratto o inconcludente. Koulibaly di nuovo più che positivo, pulito negli anticipi e pericoloso quando c’è stato da mostrare i muscoli su calcio piazzato. Per il resto solo ombre, anche il faro che è stato Higuain fin ora sembra impallidire, forse proprio a causa delle mosse poco condivisibili della società, di cui si è già discusso anche inquesta sede; sta di fatto che è comprensibile per una compagine fino a sei mesi fa competitiva per lo scudetto, provare sconforto per quella che sembra destinata ad essere un’annata di mediocrità e crisi, se non arriva una sveglia.

Sprazzi di bel gioco si sono alternati ad amnesie gravissime, su tutte quella che ha permesso ad un pallone apparentemente innocuo di raggiungere Maxi Lopez al vertice dell’area dieci minuti dopo la ripresa, con l’argentino poi gelido a trafiggere Rafael in contropiede. Centrocampo semplicemente lento, mai anello di congiunzione tra i reparti, troppo spesso lanci lunghi sebbene il destinatario fosse Mertens o Insigne, che comunque è stato volenteroso, seppur non incisivo. Grave, in generale, la mancanza di idee che deve per forza anche derivare da un difetto dell’allenatore, incapace di aggiustare un team che per un tempo aveva dominato e non ha poi saputo reggere l’urto di un gol subito in modo banale, sì, ma ampiamente rimontabile, e i tentativi della prima ora di gioco ad opera di Hamsik e compagni ne sono la prova.

Ora la coppa; servirà riposo e riflessione, magari, ma è inevitabile pensare come un mercato impostato diversamente avrebbe potuto rendere concrete le speranze di vivere un campionato da protagonista, ed invece si appresta a diventare la minaccia di un incubo.

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Carlo Carnevale

Tifosissimo degli azzurri, giornalista pubblicista a vent'anni dal 2014, onorato di far parte del progetto CasaNapoli24!