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Parolo affonda un Napoli opaco.

Azzurri sconfitti dal team dell’ex Donadoni, inconcludenti e spenti per tutto il corso del match.

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Pessimo. E’ questo l’unico aggettivo per il Napoli visto al Tardini, contro un Parma che ancora una volta si dimostra cliente quanto mai scomodo, specialmente quando in una fase positiva come quella attraversata nell’ultim periodo (tolte le tre sconfitte nelle ultime proibitive trasferte, gli emiliani venivano da diciassette risultati utili consecutivi, davvero invidiabile). La grinta ed il carattere mostrati contro la Juve sono un lontano ricordo, pochissima geometria, mente annebbiata e forse una punta di appagamento si sono rivelati gli ingredienti decisivi per un match giocato costantemente sottoritmo, deciso dal pregevole destro in corsa di Parolo, che al decimo minuto della ripresa sfrutta al meglio l’assist rasoterra di Cassani.

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Stadio gremito, entrambi i presidenti in tribuna ad assistere ad un primo tempo al limite della noia, senza veri e propri sprazzi se non affondi velleitari per lo più partenopei; evidente la confusione degli azzurri anche a livello tattico, con Albiol sorprendentemente distratto sia in ripiegamento che in fase di impostazione. L’unica nota positiva è il centrocampo, con Jorginho migliore dei suoi per un’ora, ottimo in interdizione e bravo a cedere i tanti palloni toccati al compagno di reparto Inler, che in più di un’occasione si è però mostrato impreciso e lento. Malissimo Hamsik, che come detto in articoli precedenti sembra davvero non vedere la luce in fondo al tunnel; anche contro i parmigiani, prima di essere rilevato da Pandev, il capitano si è mostrato scarico, asolutamente privo della verve dei tempi migliori, a volte persino irritante. Higuain fa quel che può per massimizzare i suggerimenti fornitigli da Callejon e Insigne (evanescenti, in controtendenza con le ultime uscite stagionali) e appare piuttosto nervoso in occasione della sua sostituzione con Duvan Zapata, che dal canto suo suda e sgomita al massimo, impegnandosi quanto forse dovrebbero i suoi compagni. Proprio sul sudamericano si concentra l’episodio dubbio della serata, quando Mirante lo atterra in area, evidentemente senza causargli danno secondo Bergonzi. La rirpesa si apre dunque con la doccia fredda firmata da Parolo, poi mezz’ora di tentativi più o meno concreti, senza mai l’impressione di potercela fare; solo Insigne sfiora il pareggio quando tenta di ribadire in rete con il sinistro un cross che giungeva dalla parte opposta, mandando di poco a lato. A dir poco brillante invece l’ingresso in campo di Mertens, che negli ultimi dieci minuti scatena l’inferno tra le maglie della difesa avversaria, servendo palloni a ripetizione al centro dei sedici metri senza nessuno che abbia il guizzo o la cattiveria giusti per trasformarli in oro, come meriterebbero.

C’è dunque da chiedersi quali sono le intenzioni di questo Napoli; se continuare a lottare, per l’orgoglio e per i tifosi, in ogni partita, o trascinarsi fino a fine campionato, ormai quasi certi di un terzo posto che però lascia l’amaro in bocca.

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Carlo Carnevale

Tifosissimo degli azzurri, giornalista pubblicista a vent'anni dal 2014, onorato di far parte del progetto CasaNapoli24!